DOLORE LOMBARE E COLITE MILANO

pagbianca

DOLORE LOMBARE E COLITE MILANO

Mal di schiena e colite sono due facce della stessa medaglia, anche se di primo acchito sembrerebbero due disturbi affatto collegati. In realtà, potremmo definirli uno il riflesso dell’altro, perché l’infiammazione delle mucose del colon, tipica di chi soffra di sindrome dell’intestino irritabile (o colite), si manifesta con spasmi e dolori addominali che si irradiano verso la zona lombare.
Quindi, quel mal di schiena che sembra spezzare le reni, non è dovuto ad un trauma, e neppure ad un difetto di postura o alla classica ernia del disco, (sebbene queste cause comuni di lombalgia possano sovrapporsi al dolore da colite), ma solo a quel colon così… irritabile.
Ragion per cui per alleviare questa sindrome dolorosa dovremmo poter risalire alla causa scatenante, dato che non si tratta di un mal di schiena primario. La colite, o sindrome dell’intestino irritabile, è considerata la più benigna tra le malattie infiammatorie dell’intestino, ma non per questo i suoi sintomi sono meno fastidiosi. Ecco i principali (ad Questi disturbi intestinali possono essere provocati da un’intolleranza alimentare non riconosciuta, magari insorta all’improvviso, da stress (l’ansia è tra le cause prsicosomatiche più comuni della colite), da una cattiva alimentazione associata ad insufficiente attività fisica, da farmaci e cure antibiotiche prolungate.
Tutti questi fattori possono indurre una infiammazione dolorosa della mucosa del colon che, a sua volta, riduce le capacità di assorbimento dei villi intestinali (con problemi di carenze nutrizionali da malassorbimento che acuiscono il problema).
Questo problema è stato uno dei miei primi trattamenti con la Terapia Acuscope che mi ha aiutato nel capire il suo funzionamento operativo, cioè trovare la causa e non gli effetti collaterali.

DOLORE LOMBARE E COLITE MILANO

Il paziente era un uomo sulla quarantina, ex capitano dei carabinieri che dopo essersi congedato, svolgeva mansioni di direttore della sicurezza per una grossa azienda italiana.
Ci eravamo conosciuti e lui sapendo che svolgevo un’attività fisioterapica mi aveva spiegato dei suoi problemi di bassa schiena, sino allora curati in tutti i modi possibili senza mai ottenere un risultato soddisfacente e duraturo.
Aveva una cartella clinica abbondantemente documentata, completa di radiografie che evidenziavano un evidente problema artrosico in quarta e quinta vertebra lombare e varie diagnosi di sofferenza artrosica lombare con riduzione dello spazio intervertebrale.
Oggi, dopo molteplici esperienze e con la conoscenza osteopatica, seguo sempre l’area viscerale, ma in quei tempi ormai lontani, dedicavo molta attenzione alla diagnosi e al reperto radiografico, così concentrai il mio lavoro alla zona lombare, nel modo più accurato possibile.
Dopo la prima applicazione, seguita da altre due consecutive, il paziente era molto fiducioso e soddisfatto, perché per la prima volta aveva ottenuto una riduzione del 50% del suo problema, in modo stabile.
Certo di aver preso la giusta strada terapeutica, a mia volta avevo continuato per altre quattro terapie con medesima operatività con lo scopo di ottenere una completa remissione totale della patologia.
Fu una delusione, la riduzione ottenuta si manteneva stabile, ma non avvenne nessun altro cambiamento, neppure minimo.
Dopo una pausa di una settimana, il paziente si ripresentò in studio dicendomi che non era potuto venire in quanto aveva sofferto di una crisi di colite molto forte, un fatto che lo disturbava già da molti anni.
Fu come se si fosse accesa una lampada nella mia testa, quella volta lo feci distendere con una piastra applicata in zona lombare, mentre col sensore a rullo massaggiavo tutta l’area del colon sino ad ottenere una completa e stabile normalizzazione dei valori sul monitor dell’Acuscope.
La risposta fu immediata, quando il paziente si alzò dal lettino il dolore lombare era completamente scomparso, anche se per sicurezza di stabilizzazione ne seguirono altre due consecutive.
Ebbi poi modo di vederlo per più di un anno, che passò con un lieve dolore lombare, apparso sei mesi dopo e gestito facilmente con un richiamo terapeutico Colon – Lombi, nella misura di un paio di terapie consecutive.
L’artrosi lombare era una parte percentuale del dolore lombare, sul quale la terapia Acuscope aveva interagito in modo immediato, tutto il resto era creato e mantenuto dai suoi problemi viscerali, che non permettevano nessun cambiamento stabile se il lavoro veniva impostato prendendo in considerazione solo quello che era presente e visibile radiograficamente.

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