CERVICOBRACHIALGIA

cervicale1

CERVICO BRACHIALGIA – fisioterapia MILANO

Cervicobrachialgia significa dolore che origina dal collo e si irradia verso le dita della mano, seguendo il decorso del plesso brachiale, ovvero i nervi che collegano il midollo spinale al braccio.
Cause della cervicobrachialgia
In linea di massima, la cervicobrachialgia può esser dovuta a molteplici fattori: può esser causata da una malformazione congenita della colonna, ma anche dall’insorgenza di malattie reumatiche ed ernie. Eventi di natura traumatica, come ad esempio il colpo di frusta causato da una violenta decelerazione-accelerazione della cervicale, che comportano lo stiramento dei muscoli e dei legamenti cervico-nucali e delle strutture nervose, portando spesso un dolore cervicale, una evidente rigidità del collo, cefalea, dorsalgia e formicolii braccia e mani. Può avvenire anche una comparsa di un dolore tardivo che può durare anche per più mesi. Inoltre possono essere presenti anche disturbi cardio-circolatori e complicanze da post-intervento.
Tra le cause del problema ci possono essere:
1) Compressione del nervo causata da un muscolo ispessito e contratto, per esempio lo scaleno o il piccolo pettorale, oppure da protusione cervicale.
2) Schiacciamento nervoso provocato dalla posizione dalla clavicola che è più bassa e si avvicina alla prima costa.
3) Tessuto connettivo che provoca un dolore esteso lungo il braccio fino alla mano. Si possono formare delle aderenze che intrappolano le terminazioni nervose e provocano un dolore irradiato.
Il dolore è forte e costante dalla colonna cervicale, al braccio, avambraccio, mano e dita. Dà Intorpidimento, Parestesie (alterazione della sensibilità), Bruciore, Debolezza muscolare, Formicolio.
In rari casi è presente una cervicobrachialgia bilaterale, però capita di avvertire pesantezza e debolezza ad entrambi gli arti superiori.
Il dolore alla spalla può essere dato da: alterazioni della cuffia dei rotatori, capsulite adesiva, instabilità di spalla, artrosi della spalla, ma se il dolore si irradia al gomito ed alla mano, allora occorre pensare a problemi della colonna cervicale.

CERVICO BRACHIALGIA-fisioterapia

PAZIENTE uomo di anni 40, con un disturbante e continuo dolore spalla, braccio e mano che però limitava solo marginalmente il movimento articolare.
Dopo le valutazioni abituali del movimento articolare, con solo un leggero accenno di limitazione funzionale, era apparso evidente un raddrizzamento della curvatura della colonna cervicale e alla mia specifica richiesta era emerso un periodo di dolore cervicale, avvenuto anni prima, dopo un tamponamento subito in auto, cosa del quale il paziente si era quasi completamente dimenticato in quanto era stato di breve durata e senza altri riscontri nel continuo delle sue giornate seguenti.
In base alla localizzazione dei sintomi, si può capire qual è il nervo che provoca i sintomi:
Cervicobrachialgia C5, cioè il nervo che origina tra la vertebra C4 e C5: il dolore è a livello del bicipite.
Cervicobrachialgia C6, il dolore è nella zona laterale del braccio e dell’avambraccio fino al pollice.
Cervicobrachialgia C7, i sintomi si trovano nella zona posteriore del braccio e dell’avambraccio fino al dito medio.
Il caso in questione si collocava nella cervicobrachialgia di C7.

CERVICO BRACHIALGIA – fisioterapia

In prima seduta sono state applicate le manualità osteopatiche per cercare di ottenere il miglior risultato possibile sulle conseguenze ritardate del colpo di frusta, seguite da una manovra di pompage cervicale abbastanza lungo.
Come sempre il passaggio successivo è stata la Terapia Acuscope sia in zona cervicale che lungo il decorso del plesso brachiale, sino alla mano.
Al momento della conclusione con l’applicazione del KinesioTaping, il paziente aveva raggiunto una totale scomparsa del fastidio.

Il giorno successivo il fastidio era, seppur in dose nettamente minore, ricomparso e come spesso capita, il paziente denunciava uno spostamento del dolore dalla zona di interesse precedente. Ora va detto che la sensazione di spostamento indica semplicemente che l’area di interesse principale era scomparsa e così venivano messe in risalto quelle secondarie, che erano presenti anche prima, anche se coperte da quella più importante.
Una valida indicazione utile per il proseguire della terapia.
Dopo la terza applicazione consecutiva, il dolore si è nettamente ridotto, il movimento articolare non dava più nessun fastidio e il dolore non arrivava più sino alla mano.
Per ottenere una totale scomparsa di ogni sensazione e disturbo, sono però state necessarie altre tre applicazioni distanziate le une dalle altre di due giorni. Un così buon risultato nel tempo di 10 giorni, per una situazione così complessa e senza l’uso di alcun farmaco è sicuramente un successo che da molta soddisfazione anche al terapista.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *